Occidentale

di M

 

Riapro il blog dopo un lungo periodo di inattività, in vista di un’esperienza per me davvero importante. Un viaggio di due mesi in Romania. Non entro nei dettagli ora, avrò modo e – spero – voglia di farlo in seguito, magari proprio mentre sarò lì.

Sto parlando con tantissime persone romene, ultimamente. Chiedo loro qualunque cosa sul loro paese, sulla loro lingua, sullo stile di vita, le abitudini alimentari, qualunque cosa. Bevo le loro informazioni, le confronto, ne voglio sempre di più. Se all’inizio sono sorpresi e un po’ restii, pian piano è facile che si aprano: vai qui, non fare questo, attenta a quello, assaggia quest’altro. Alla fine è palpabile il piacere che hanno nel parlare delle cose belle della loro terra natale, senza doversi vergognare o giustificare di alcunché, sono felici che ci sia qualcuno che desidera conoscere quei luoghi che loro chiamano ancora “Casa”.

Col senno del poi, ammetto di non avevo mai considerare l’ipotesi di incontrare qualcuno che mi sbattesse in faccia la verità. Qualcuno assolutamente disincantato. Non conosco la storia di quest’uomo, e per la verità non ci siamo nemmeno presentati, non so neanche il suo nome. La regione in cui tu vai – mi ha detto – è molto povera.
Sì, immagino, ma mi hanno anche detto che è una delle più belle, naturale e selvaggia, rurale… la gente vive come viveva cinquanta anni fa.
Fa le spallucce e piega un po’ la testa di lato. Accenna un mezzo sorriso, forse vorrebbe fare del sarcasmo, ma capisce la situazione e preferisce la franchezza: per voi occidentali è tutto bello. Voi qui non avete natura libera e selvaggia a parte i parchi naturali, vi sembra tutto bello. Ma viverci è un’altra cosa. Doveva vai tu quasi tutti gli uomini se ne sono andati a lavorare in Italia, Germania Francia… le donne sono rimaste sole coi figli, e non riescono lo stesso a mantenerli e allora li lasciano negli orfanotrofi. La povertà è questo. A voi sembra tutto bello, ma non è facile viverci.

Voi occidentali.

Ho vissuto finora secondo una sorta di soffice coscienza incosciente. So di essere nata, per puro caso e senza alcun merito, nella parte “fortunata” – almeno in epoca moderna – del mondo. Di non aver patito fame, guerre e terrore. Tuttavia, pensavo, sto assistendo al declino dell’occidente, i governi hanno svenduto i popoli all’economia, siamo tutti carne sul banco del mercato globale. Ma anche nelle macellerie i tagli di carne sono diversi, pregiati e meno, svenduti a prezzi diversi, tagliati in modi diversi. Ecco, io sono occidentale. Ma non è vero, vorrei oppormi, non ho lavoro, non ho una tutela socioeconomica, il welfare in Italia è quasi esclusivamente quello famigliare, in occidente conto poco e nulla!

No, sono occidentale. E c’è quasi un intero pianeta che potrebbe ricordarmelo, ma, a quanto pare, con molta dignità, spesso non lo fa.

 

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