A chi violenta sentimenti (anche solo sporadicamente)

di M

A me piace confondere l’amore col sesso. O meglio, non mi piace distinguerli. Se scelgo di andare a letto -o dove capita- con qualcuno, non lo faccio mai mossa da un qualche egoismo ormonale. Anzi. A spingermi è la voglia di comunione con l’altro, la voglia di dimostrare anche fisicamente un affetto profondo e sincero, che non si traduce necessariamente nella volontà di formare una coppia, ma che conduce il rapporto ad un livello più profondo.
Per questo non sopporto quanti annacquano un desiderio puramente sessuale -sanissimo, comprensibilissimo, lodevolissimo- con un sentimentalismo usa e getta, tanto per giustificare le loro pulsioni. Non li sopporto, non perché io reputi il mio atteggiamento in qualche misura migliore del loro, figuriamoci, la morale non c’entra nulla. E forse il loro saper non confondere il piano fisico e quello sentimentale può aiutarli a soffrire meno, almeno ogni tanto.
Non sopporto l’incoerenza, la vigliaccheria. Molti di loro magari diranno che lo fanno per non ferire l’altro, per non farlo sentire in qualche modo usato. Io credo che, in realtà, questo loro sentirsi in difetto (perché di questo si tratta – e se ti senti in difetto rispetto a quello che fai e che provi, forse stai sbagliando qualcosa) li porti a temere un rifiuto dall’altro – rifiuto perfettamente legittimo.

Nessun problema col sesso puro (personalmente mi fa star male e preferisco non praticarlo, ma credo che, per chi ci riesce, sia una gran cosa), solo con le bugie di chi si fa scudo coi sentimenti dell’altro. E’ il negare all’altro la possibilità di scelta tra il fare sesso e il non farlo, adulterandola, spacciandola per una scelta tra il fare l’amore e il non farlo.
Credo che essere sinceri prima sia fondamentale per mantenere un rapporto sereno dopo, evitando quegli imbarazzi, quelle frasi di circostanza masticate e mal digerite già troppe volte, quel finto interessamento amichevole che messo alle strette si dilegua in una serie di scuse -anche piuttosto supponenti- su cosa sia più opportuno, mica per lui, no, per te, piccolo passerotto ferito. Hai bisogno di startene per i fatti tuoi, lui lo sa. Mica perché non vuole affrontare il discorso, eh. Magari fino a pochi minuti prima ti aveva anche offerto la spalla. Però per te è meglio così. Non lo sai tu. Lo sa lui. In realtà sarebbero bastate meno parole, a monte, e un po’ di coraggiosa onestà in più.
Non sto parlando di amore, ma solo di rispetto per l’altro, per la sua intelligenza.
La prossima volta prova a dirle: “Non ti amo, ma vorrei tanto scoparti. Non ti voglio bene, ma ho urgente bisogno di svuotarmi le palle, e ci sei tu qui”. Troppo rude? Forse, ma almeno è chiaro, no?

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