di M

La difficoltà di convivere con una sorta di dolorosa, istintiva dipendenza affettiva nei confronti di chiunque manifesti un po’ di affetto per me sta diventendo pressante.
Il punto alla fine è uno, soltanto uno. Ci ho messo un po’ per imparare ad amare. Un po’ più del normale. Poi però non ho più saputo smettere. Mi piace amare, dare amore e riceverne. A tutti i livelli, mi piace esporre il cuore. E non capisco più certe paure, i timori che allontanano. Poi sto male.
In definitiva, però, preferisco così. Preferisco non riuscire più a capacitarmi di certe prese di posizione, dei “ci sentiamo” che sanno di addio, degli “è meglio così” che non sono veri, perché sarebbe stato meglio in un altro modo, e lo sappiamo bene, ma ho paura di affrontarti, di affrontarmi, e non è detto che questa sia la strada più facile ma almeno non mi trovo a dover tirare le somme guardandoti negli occhi. Preferisco rimanerci male ogni volta, depennare persone dalla mia esistenza (o lasciare che si depennino da sole), anche quando abbiamo condiviso tanto, anche quando conosco i loro gesti, odori, abitudini, nevrosi, piaceri, e paranoie.
Preferisco così, piuttosto che non provarci neanche. Ore di tristezza e malinconia per un solo minuto di brutale felicità.

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