Basilicata

di M

Ci si può perdere sotto un cielo così, dentro un’aria così. Nel respiro dei boschi, nella polvere compatta delle strade, nella roccia riarsa dal sole.
Riesci a guardare oltre l’orizzonte. Puoi toccare il blu della notte mentre le stelle ti restituiscono lo sguardo.
Senti la vita che ti scorre dentro, accanto, ti sovrasta, ti spinge a vivere questa terra: piccola immensa caotica solitudine di roccia, acqua, verde, vento.
Una terra severa che non concede facilmente i piaceri del suo ventre. Corteggiala, amala, falla godere per poterne godere.

Riesci a sentirla piangere mentre il mondo la stupra, puoi vederle il volto rigato da lacrime nere.
Abbraccia i suoi figli, che nascono uomini e muoiono briganti e la amano e la odiano, come una madre che può dare tanto ma non sa offrire niente. Terra di sangue, di cuori pulsanti, di orgoglio fiero e combattente, di contraddizioni ataviche, noie e asperità.  Tempra i frutti del suo grembo, li allontana, li richiama, li soffoca, li realizza.

Si è fatto tardi e noi aspettiamo l’alba dietro la collina. Alziamo la testa.

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