di M

«Si immagini un gigantesco incendio di foresta che bruci riserve notevoli di legno prezioso rilasciando nell’atmosfera enormi quantita di gas carbonico responsabile del riscaldamento del pianeta per l’effetto serra, privi gli uomini del loro habitat e dei mezzi di sussistenza, provochi l’erosione del suolo e distrugga per decenni l’armonia del paesaggio […]. A livello economico questa catastrofe avra contribuito a un brusco aumento del PIL (dunque si suppone a un aumento quantificabile di ricchezza nazionale) pari al costo dei mezzi di soccorso messi in opera: pompieri, personale curante, benzina dei veicoli di intervento, ricostruzione, manutenzione e rinnovamento dei materiali di lotta antincendio, retribuzione degli impiegati delle pompe funebri… Più morti ci saranno più il paese si arricchirà.
[…]
Una persona felice non consuma antidepressivi, non consulta psichiatri, non tenta di suicidarsi, non spacca le vetrine dei negozi, non compra per tutto il giorno oggetti tanto costosi quanto inutili, insomma partecipa molto limitatamente all’attività economica della società».

H.R. Martin, La Mondialisation racontée à ceux qui la subissent

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