Il “Discount delle emozioni”

di M

Oh eccovi qua, ben arrivati. È stato difficile trovarmi? Si accomodino, si accomodino… caffè? Agata!… prego prego… Agataaa! porta il caffè!… Chi? Ah, Agata. No, non è mia moglie, è la cameriera. Una brava figliola, anche se un po’ lenta. Come? Se ho una moglie? No, no per carità. Ne ho avuta una, quella cagna…s’è levata dai piedi quando ho iniziato l’attività. Sapete cosa significa mettersi in gioco a una certa età, investire i risparmi di una vita in un’attività come questa? Io lo so, ed è per questo che voi siete qui. Volete sapere cosa si prova ad essere il primo ad aver avuto l’Intuizione con la “i” maiuscola. Oh, ecco il caffè, finalmente. Grazie Agata, puoi andare. Per me niente zucchero, perché rende nervosi. Dunque, dov’ero rimasto…ah sì, la cagna. Beh, a sentir lei ero un pazzo che cercava di mandare all’aria una famiglia. Quale famiglia, poi, ch’eravamo solo noi due e lei sembrava una vecchia zitella. Insomma, quando intrapresi l’attività la cagna mi mi piantò lì, come un coglione…si può dire?… Ora credo si stia rodendo il fegato, la lurida. Oh, beninteso che mia moglie non fu l’unica a non credere nel progetto: anche i miei amici, i miei ex colleghi si picchiavano la tempia col dito quando ne parlavo. Ora rido anche alla faccia loro. Rido, anche se non ho più un dente mio. Eh, ma questa dentiera è migliore di qualunque arcata dentale al mondo: guardate, un sorriso da trantamilioni. Ma voi non siete venuti a parlar di denti, volete sapere come ho fatto quel che ho fatto. Altro caffè?… Vedete, c’è da fare una premessa: personalmente, nella mia vita non mi ero mai preoccupato di certe cose. Robe da poeti e da psichiatri, da filosofi e da scrittori. L’idea, a dirla tutta, me l’ha data la tv. Sì, la televisione. Si vende di tutto in televisione: prodotti, pensieri preconfezionati, persone. Perché in televisione tutto può essere venduto. No, non ridete, è proprio così. Un giorno ho parlato col Signore delle televisioni. Per inciso, una lista d’attesta lunga otto mesi. Che tipo è? È uno che sa il fatto suo. Sa che il bugiardo di mestiere dev’essere abbastanza furbo da non credere alle bugie. Insomma, l’idea lo entusiasmò al punto tale che dopo 10 minuti di conversazione stavamo già firmando un contratto. Il “Discount delle emozioni” è nato così. Diventò mio socio, mi offrì supporto economico e spazi pubblicitari su tutte le televisioni ventiquattr’ore su ventiquattro. Sempre grazie a Lui e alle sue conoscenze, ebbi anche l’avanguardia della ricerca farmacologica a mia completa disposizione. Il primo prodotto, immagino lo sappiate, fu la “Serenità in pillole”, usata ancora oggi come cura palliativa per i malati terminali e come antidepressivo. La nuova formula potenziata ha recentemente sostituito il metadone nella cura delle tossicodipendenze. Poi fu la volta dell'”Ira spray”, data in dotazione all’Esercito, assieme alla “Paura in gas”. Armi da difesa e da attacco, a tutti gli effetti. La “Nostalgia in gocce” ha avuto successo soprattutto fra gli artisti, poca roba. Purtroppo l'”Odio in bustine” è stato ritirato dal commercio, soprattutto per colpa di tutte quelle associazioni umanitarie. L'”Allegria in sciroppo” non fu mai lanciata sul mercato perché ledeva gli interessi dei trafficanti di cocaina, che poi sono amici di amici del Signore delle televisioni. Fu una scelta obbligata. Poco male, comunque, perché io avevo l’arma segreta. Sapete a cosa mi riferisco… so che siete qui per parlare di “quello” tutti vengono per parlare di “quello”. L'”Amore liofilizzato”. Mi ha dato non pochi problemi. Anzitutto ha rotto la mia amicizia col Signore delle televisioni. Diceva che l’avrei rovinato, ché la gente non deve amare, perché chi ama è soddisfatto, mentre noi -soprattutto Lui- dobbiamo tener viva l’insoddisfazione, creare bisogni e poi soddisfarli parzialmente. Non gli diedi ascolto e avviai comunque la produzione. E da quel momento vivo in questo bunker sotterraneo sorvegliato ventiquattrore su ventiquattro. Capita, quando si fanno affari con Lui… Ma purtroppo Lui non fu l’unico problema che ebbi con l'”Amore liofilizzato” -gradite altro caffè?- …ecco, personalmente credevo si trattasse di un prodotto per ragazzini o per coppie annoiate. Invece la mania dilagò ovunque colpendo tutti: ogni fascia d’età, ogni ceto sociale, ogni singolo essere umano di questo Paese e anche all’estero, esportato spesso di contrabbando. Il mondo era assetato d’amore, un bisogno folle e disperato. I profitti aumentarono dell’800%. Tutti lo acquistavano, tutti volevano “Amore liofilizzato”. Ho perso il conto dei morti per overdose. In realtà non l’ho mai tenuto. Ora è rimasto in commercio, ma per acquistarlo serve la prescrizione medica ed è venduto esclusivamente in confezioni monodose. Sinceramente non mi aspettavo nulla del genere… Se l’ho mai provato? Siete matti? Io intuisco, progetto e vendo emozioni sintetiche. E guadagno miliardi. Sono un bugiardo di professione, quindi non credo nelle bugie. Anche se sono io a raccontarle. Ora, scusatemi, ma ho molto da fare e il tempo a vostra disposizione è finito.

Ah, prima che ve ne andiate, gradite un caffè?

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