L’assoluto con infinite declinazioni possibili

di M

– …e poi «Non è bello quel che è bello, è bello quel che piace»…

– Beh, lei è bella. Dai, lo dici anche tu. È bella, bellissima…dall’irregolarità dei tratti l’insieme meraviglioso. È bella, anche se non piace.

– N-non ti seguo… in che senso “non piace”?

– Voglio dire, sicuramente ci saranno persone che incontrandola per strada noteranno la sua bellezza, dinamica struggente e sarcastica bellezza. Ma infondo non le direbbero mai “mi piaci”.

– “Sarcastica bellezza”? Oddio, ma che cazzo dici?

– Ma niente… Cioè, lo sai. Io credo che la bellezza sia un assoluto con infinite declinazioni possibili.

– Questa cosa non ha senso. Senti, vado che mi si fa tardi… perdo un sacco di tempo ad ascoltarti mentre dici cazzate.

– E dai, uffa. Vieni qui, dammi un bacino. …capito, quindi? Tutti dentro abbiamo una concezione di bellezza diciamo “assoluta”, noi sappiamo distinguere ciò che è bello, ma poi entrano in gioco altri fattori, la personalità, le esperienze, l’educazione…

– Oddio!!! Basta!!! Sapevo che quella del bacino era una scusa per annoiarmi ancora! Ahahah!

– Dai, scema, vai. Visto che esci comprami un evidenziatore. Giallo, possibilmente.

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