Lettera a un bambino quasi nato

di M

Ciao Alessandro,

ancora non ci conosciamo di persona, eppure sono nove mesi che ti vedo crescere bello tondo nel ventre di tua mamma. Credevamo, per una curiosa casistica familiare, che saresti stato una femminuccia. E invece, inatteso e sorprendente, hai sconvolto gli schemi.

Nascerai in una splendida famiglia, giovane e moderna. Crescerai proiettato verso il futuro.

Sarai il più piccolo di una lunga serie di cugini, iniziata ventiquattro anni fa.

Ti ameremo, tutti. Ti terremo fra le braccia. Ci contenderemo i tuoi primi, sinceri sorrisi. Buffoni e giullari di cinquant’anni si alterneranno davanti alla tua culla con voci stridule e ridicole, che tu cercherai di afferrare con le manine. Baceremo i tuoi piedini paffuti, sopporteremo qualche secondo più del normale quando ci tirerai i capelli. Ci incanteremo davanti ai tuoi sonni beati.

Ti ameremo con un affetto diverso, incondizionato. Non dovrai mai guadagnartelo, ti basterà esistere.

Ti ameremo come si ama un miracolo incarnato. Perché la vita è un miracolo. E tu sei vita, vita pura, incontaminata. Certe cose le capisci solo dopo anni di esistenza, quando i dubbi si fanno largo dentro te, le certezze vacillano, e il futuro, beh, il futuro è ormai arrivato. Ma tu, nella tue eterea incoscienza, tu che inspirerai vissuto ed espirerai speranza, hai ancora tanto tempo. Quando saliranno i tuoi dubbi, noi avremo trovato risposte anche per te.

Aspettandoti,

tua cugina.

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