Baddatale

di M

Nella mia famiglia il linguaggio è monopolizzato dai bambini.

La mia è una famiglia abbastanza numerosa, ma comunque nella media delle famiglie italiane. Gli adulti, i genitori, la generazione che ha da poco dato o sta ancora dando vita a rami nuovi dell’albero genealogico, insomma: i miei zii e i miei genitori hanno età abbastanza varie. Non concentrate in un unico lustro, per intenderci. E così, da ventitré anni, ogni quattro o cinque anni nasce almeno un nuovo cugino. Attualmente siamo otto. Più uno in arrivo.

Questi bambini crescono circondati da adulti sempre più vecchi e cugini che sarebbero più verosimili in veste di zii.

I bambini imparano a parlare, inventano, storpiano lemmi e cuciono addosso ad ogni persona strani nomignoli. E così da dodici anni mi chiamano Mimma. Da quando, cioè, una mia cuginetta, ormai adolescente, ha iniziato a chiamarmi così. Lei hai smesso, fortunatamente. Gli altri no. Di esempi, comunque, ce ne sono tanti: che so, mio cugino che si presenta ormai come “Luca”, ma viene ancora chiamato “Kuka” da tutti gli altri, che evidentemente non gli hanno ancora perdonato quel maledetto periodo della lallazione.

Per farla breve, trovarsi a ventidue anni (abbondantemente) compiuti e sentire la propria madre dire ancora “Baddatale” è strano. È strano veramente. Io non dico “Baddatale” da non so quanti anni, nella mia memoria non l’ho mai detto. Dico “Buon Natale”, “Babbo Natale” e “albero di Natale”, non uso più un’unica parola per tutto.

Eppure so già che anche quest’anno verrò accolta da tutti i miei parenti al grido di “Baddatale”. Arrossirò sorridendo, i miei cugini più piccoli chiederanno cosa voglia dire, i più grandi rideranno di gusto e tutti continueranno a chiedere “l’appa” anziché l’acqua e la “Cola cola”/”Topa Tola” (su questo abbiamo anche varie scuole di pensiero) anziché la Coca Cola. Mi chiameranno tutti Mimma tranne la cuginetta di cui sopra, che invece dirà, con fare annoiato, mentre scrive sms: “Scusa per questo soprannome schifoso che ti ho dato”.

Tutto come al solito, insomma.

E allora “Baddatale” a tutti voi.

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